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Prestito con cessione del quinto: cosa sapere prima di richiederlo | Spendimeno.it

Prestito con cessione del quinto: cosa sapere prima di richiederlo

Categoria: Archivio Blog
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La cessione del quinto dello stipendio è una particolare tipologia di prestito personale previsto in Italia, da estinguersi con cessione di quote dello stipendio o salario fino al quinto dell’ammontare dello stesso valutato al netto di ritenute.

Caratteristiche del prestito

La particolarità di questa soluzione di finanziamento è che il rimborso avviene con trattenuta della rata direttamente in busta paga ma l’importo massimo della rata di rimborso non può superare il valore di 1/5 (cioè il 20%) dello stipendio mensile netto continuativo, inoltre la durata massima consentita è di 120 mesi e la minima abitualmente non è inferiore ai 24 mesi.

Quali sono i rischi?

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Il rischio che il debitore scelga di non pagare volontariamente una rata del prestito viene dunque ridotto molto con questa modalità. Il datore di lavoro è obbligato ad accettare una richiesta di cessione del quinto da parte di un dipendente e sarà lui a pagare la rata alla Banca, trattenendo l’importo dalla busta paga. In caso di dimissioni o licenziamento dovrà trattenere ogni somma maturata dal dipendente ( ultimo stipendio, tredicesima, ferie non godute ecc.) presso l’azienda e versare tale somma alla banca erogante.

La legge prevede che, al momento della stipula del contratto con la società finanziaria, si stipuli anche una assicurazione sui rischi vita ed impiego. Nel caso di “rischio impiego” l’assicurazione interviene, ma ha diritto di rivalsa nei confronti del debitore, nei limiti del TFR (Trattamento di fine rapporto) fino a quel momento maturato: tale cifra, accantonata dall’azienda in un apposito fondo, resta quindi indisponibile per il mutuatario che accede al finanziamento. Nel caso di “rischio vita”, l’assicurazione interviene senza vantare diritto di rivalsa nei confronti degli eredi.

Come sarebbe la struttura del prestito?

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Elementi finanziari principali di tale operazione sono:

  • la rata la cui entità viene determinata entro una soglia massima pari al quinto dello stipendio percepito dal debitore
  • rinnovo ante termine per il quale devono essere trascorsi almeno i 2/5 del periodo di ammortamento (40%)
  •  il rinnovo ante termine è possibile anche prima dei 2/5 se il finanziamento viene rinegoziato passando da una durata di 60 mesi ad una a 120 mesi per una sola volta
  • periodicità delle rate di rimborso, previste dal legislatore con cadenza mensile
  • la durata del finanziamento, stabilita entro un massimo di dieci anni (120 mensilità), compatibilmente con la data di pensionamento anche se dipendenti ministeriali hanno la facoltà di trasferire il finanziamento sulla pensione e talvolta anche alcuni pubblici.
  • il tasso d’interesse (TAN), previsto fisso dal legislatore per tutta la durata del finanziamento, e la struttura dei costi dell’operazione, sintetizzati dal Tasso annuo effettivo globale (TAEG) che comprende tutti i costi anche i premi assicurativi.

Chi può erogarlo?

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Una persona che desidera contrarre un prestito con cessione del quinto di stipendio, dovrà rivolgersi ad un mediatore creditizio iscritto all’apposito albo tenuto dalla Banca d’Italia.
Il suo compito è quello di fare da interfaccia tra il cliente e le banche o le società di intermediazione finanziaria. Il mediatore verrà pagato poi dalle banche e non dal richiedente il prestito.
Altra figura è l’agente in attività finanziaria, figura anch’essa inserita nell’albo della Banca D’Italia “Agenti in attività finanziaria”. Entrambe le figure devono essere iscritte all’albo ISVAP.

Chi può richiederlo?

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Tutte le categorie di lavoratori dipendenti, sia dello Stato e del comparto para-statale che delle aziende private. Nella legge 80/2005 è stata estesa la possibilità di cedere parte della propria retribuzione anche ai pensionati di tutti gli enti previdenziali.

I dipendenti pubblici possono poi decidere se estinguere il debito o traslarlo sulla pensione ed’ è inoltre possibile l’accesso alla cessione anche da parte dei pensionati ed in questo caso la scadenza non può eccedere il 90º anno di età. Possono contrarre la richiesta anche i dipendenti delle aziende private, ma la banca o l’ente finanziario si riserva la possibilità di valutare le garanzie.

Concludo dicendo che è bene raccogliere più informazioni possibili dalle diverse compagnie assicurative perché i criteri di giudizio possono variare.

 

 

 

 

Publicato: 30/3/2018Da: Alessandro Pellizer

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